La Corte Suprema limita i poteri tariffari, la causa BYD continua

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La Corte Suprema limita i poteri tariffari, la causa BYD continua

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza che limita la capacità del Presidente di imporre tariffe utilizzando i poteri di emergenza, una decisione che aggiunge complessità alla causa in corso intentata dalla casa automobilistica cinese BYD contro il governo degli Stati Uniti. Sebbene la sentenza non modifichi immediatamente le tariffe automobilistiche esistenti, apre nuove strade per sfide legali e potenziali rimborsi.

La sentenza della Corte limita l’autorità presidenziale

Il 20 febbraio, la Corte ha stabilito con 6 voti a 3 che le tariffe imposte ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) oltrepassavano l’autorità presidenziale, poiché i poteri di fissazione delle tariffe sono costituzionalmente assegnati al Congresso. Ciò significa che qualsiasi tariffa emanata esclusivamente attraverso poteri di emergenza potrebbe ora essere invalidata e le aziende potrebbero chiedere il rimborso dei dazi pagati dal 2025.

La sentenza è significativa perché chiarisce la separazione dei poteri in materia di politica commerciale. Storicamente, i presidenti hanno utilizzato l’IEEPA per aggirare l’approvazione del Congresso sulle tariffe, citando la sicurezza nazionale o le emergenze economiche. La decisione della Corte ora impone un approccio legislativo più deliberato alle modifiche tariffarie.

La causa BYD guadagna nuovo terreno

BYD ha intentato una causa il 26 gennaio 2026 presso la Corte del commercio internazionale degli Stati Uniti, contestando le tariffe imposte dall’aprile 2025. Il caso, intentato da quattro entità affiliate a BYD, chiede sia rimborsi che una dichiarazione formale che le tariffe erano illegali. La sentenza della Corte Suprema rafforza la posizione di BYD, anche se l’esito rimane incerto.

Il successo della causa dipende dalla prova che le tariffe sono state imposte illegalmente ai sensi dell’IEEPA. Sebbene la sentenza non garantisca una vittoria per BYD, aumenta la pressione sul governo degli Stati Uniti affinché giustifichi le sue politiche tariffarie.

Le tariffe esistenti rimangono in gran parte inalterate

Nonostante la sentenza, la maggior parte delle tariffe automobilistiche attualmente in vigore contro le importazioni cinesi non sono interessate. Queste tariffe vengono applicate principalmente ai sensi della Sezione 232 (sicurezza nazionale) e delle disposizioni della Sezione 301 (controllo commerciale), che la decisione della Corte non ha affrontato.

Gli analisti legali cinesi lo hanno confermato: Le tariffe delle sezioni 232 e 301 continuano ad applicarsi indipendentemente dalla legge sui poteri di emergenza ora ritenuta incostituzionale. Ciò significa che le principali barriere commerciali rimangono in vigore, indipendentemente dalla sentenza della Corte.

Azioni commerciali future sono ancora possibili

La sentenza non impedisce agli Stati Uniti di imporre tariffe attraverso altri mezzi legali. Il presidente Donald Trump ha indicato che la sua amministrazione esplorerà percorsi alternativi per mantenere le barriere commerciali. Ciò suggerisce che la guerra commerciale con la Cina è lungi dall’essere finita e potrebbe evolversi mentre gli Stati Uniti cercano nuovi modi per esercitare pressioni economiche.

L’ingresso nel mercato di BYD è ancora incerto

BYD attualmente vende autobus elettrici e veicoli commerciali in Nord America, ma deve ancora lanciare autovetture nel mercato statunitense. La futura espansione dell’azienda rimane subordinata alle decisioni dei tribunali, ai cambiamenti normativi e ai cambiamenti più ampi della politica commerciale. La sentenza della Corte Suprema aggiunge un ulteriore livello di incertezza ai piani di BYD, ma non li elimina del tutto.

La decisione della Corte stabilisce un chiaro limite costituzionale ai poteri tariffari di emergenza, ma le barriere commerciali più ampie che colpiscono le case automobilistiche cinesi rimangono intatte. Il percorso da seguire per le case automobilistiche cinesi dipenderà dai contenziosi, dagli sviluppi normativi e dalle dinamiche in evoluzione della politica commerciale statunitense.