Per oltre un decennio, l’Alfa Romeo ha flirtato con idee che alla fine sono morte sul tavolo da disegno. Recentemente, sono emersi alcuni schizzi di Juan Manuel Diaz, ex designer dell’Alfa Romeo, che mostrano cinque modelli che non hanno mai raggiunto la produzione, tra cui una potenziale roadster basata sulla Miata e ambiziose berline di punta. Questi progetti offrono uno sguardo su quella che avrebbe potuto essere una traiettoria radicalmente diversa per il marchio italiano in difficoltà.
Il revival dell’Alfa Romeo Duetto: un’occasione persa?
Nel 2013, sotto la guida di Sergio Marchionne, l’Alfa Romeo ha esplorato una partnership con Mazda per creare un moderno roadster Duetto utilizzando la piattaforma MX-5. Anche se l’accordo non si è mai concretizzato, l’idea è rimasta. Diaz rivela che le proposte di design per questa “Alfa-Miata” esistevano già negli anni 2000.
“Il team di progettazione aveva già completato una serie di proposte basate sulla piattaforma Mazda MX-5, esplorando la possibilità di rilanciare la Duetto.”
Alla fine, l’Alfa Romeo ha dato la priorità alla Giulia e allo Stelvio, mentre la Fiat ha lanciato la 124 Spider basata sulla MX-5. Tuttavia, Diaz continuò a sviluppare concetti personali, incluso un modello a grandezza naturale basato sulla 8C Competizione, che fu successivamente scartato a favore della 8C Spider. Ciò dimostra che il revival di Duetto non si è limitato alla piattaforma MX-5; avrebbe potuto anche basarsi sulla più prestigiosa architettura 8C.
L’ammiraglia dimenticata: l’Alfa Romeo Alfona
Altro progetto abbandonato è l’Alfa Romeo Alfona, abbozzata nel 2006 per volere dell’allora capo dello stile Wolfgang Egger. Questo concetto era essenzialmente una moderna Alfetta costruita sulla piattaforma Maserati Quattroporte. L’obiettivo era ambizioso: creare una berlina sportiva ad alte prestazioni che potesse competere con le ammiraglie di lusso tedesche.
L’incapacità di Alfona di concretizzarsi parla di sfide più ampie all’interno di FCA (ora Stellantis): concorrenza interna, cambiamento delle priorità e riluttanza a scommettere su modelli di fascia alta.
Visioni più piccole: Alfa Romeo Junior e MiTo Cabriolet
Diaz ha anche condiviso gli schizzi di un’Alfa Romeo Junior di pre-produzione, concepita nel 2006 come coupé sportiva e rialzata basata sulla MiTo, con circa 247 CV. La moderna Alfa Romeo Junior (originariamente Milano) ora esiste come un piccolo SUV con propulsori ibridi o elettrici, ma questa versione precedente non ha mai avuto il via libera.
Allo stesso modo, una MiTo Cabriolet arrivò quasi alla produzione nel 2010 ma fu uccisa da Marchionne, che vedeva poco potenziale commerciale in una piccola Alfa Romeo decappottabile. Queste decisioni riflettono un modello coerente di cauta avversione al rischio all’interno dell’azienda.
8C Zagato: una riprogettazione audace
Uno schizzo sorprendente raffigura un’Alfa Romeo 8C ridisegnata, reinventata con la caratteristica coda “Kamm” di Zagato e una carrozzeria completamente rinnovata. L’auto avrebbe mantenuto il motore Maserati V8 ma vantava un design più drammatico e aggressivo. Questa visione evidenzia il potenziale creativo soffocato dai vincoli aziendali.
Cosa sarebbe potuto succedere
Questi progetti abbandonati rivelano una direzione più audace per l’Alfa Romeo, che dava priorità alle roadster sportive, alle ammiraglie ad alte prestazioni e al design sorprendente. Se questi modelli fossero stati messi in produzione, la gamma del marchio e il posizionamento sul mercato oggi potrebbero apparire radicalmente diversi.
Gli schizzi di Diaz servono a ricordare in modo toccante che la storia automobilistica non riguarda solo ciò che è stato costruito, ma anche ciò che è stato lasciato incompiuto. Le opportunità mancate sottolineano la complessa interazione tra visione, economia e strategia aziendale che modella il destino anche dei marchi più iconici.


















